Il presente progetto si propone di affrontare e sciogliere determinati nodi tematici attorno ai quali gravita la teoria del romanzo. Essi riguardano il confronto con l’epos da un lato, e dall’altro con il modello biblico, il rapporto tra romanzo e forma libro, e tra romanzo e il proprio retroterra culturale, segnatamente in relazione al processo di formazione dell’età moderna. Il focus sarà posto sull’elemento che, più di ogni altro, i due principali teorici del romanzo, Lukács e Bachtin, hanno individuato come il carattere distintivo del genere, ovverosia la programmatica differenziazione della voce del narratore da quella del personaggio, che in Lukács è chiamata ironia, in Bachtin polifonia. La nostra ipotesi di lavoro è che, considerata appunto sulle lunghe distanze del macro-fenomeno “narrazione”, l’ironia-polifonia del romanzo, più che l’espressione artistica di uno “spaesamento trascendentale” occorso all’alba dei Tempi Moderni, come in Lukács, o della sovversione dei generi “alti” operata dal “carnevalesco”, come invece vuole Bachtin, possa essere letta piuttosto come un modo per salvaguardare la funzione essenziale del narratore in un mondo desacralizzato. Tale funzione, seguendo Hans Blumenberg, consiste nel preservare l’uomo dall’assolutismo della realtà: l’angosciante sentimento di essere soffocati, tanto da una realtà informe e incontrollabile, quanto da un mondo completamente meccanico e predefinito. Nella nostra visione, ciò non è molto distante da quanto afferma Canetti allorché definisce lo scrittore "custode della metamorfosi".

Custodire la metamorfosi. Narrazione e saggezza / Giordano Ghirelli - : . , 2022 May 13. ((34. ciclo, Anno Accademico 2020/2021.

Custodire la metamorfosi. Narrazione e saggezza

GHIRELLI, GIORDANO
2022

Abstract

Il presente progetto si propone di affrontare e sciogliere determinati nodi tematici attorno ai quali gravita la teoria del romanzo. Essi riguardano il confronto con l’epos da un lato, e dall’altro con il modello biblico, il rapporto tra romanzo e forma libro, e tra romanzo e il proprio retroterra culturale, segnatamente in relazione al processo di formazione dell’età moderna. Il focus sarà posto sull’elemento che, più di ogni altro, i due principali teorici del romanzo, Lukács e Bachtin, hanno individuato come il carattere distintivo del genere, ovverosia la programmatica differenziazione della voce del narratore da quella del personaggio, che in Lukács è chiamata ironia, in Bachtin polifonia. La nostra ipotesi di lavoro è che, considerata appunto sulle lunghe distanze del macro-fenomeno “narrazione”, l’ironia-polifonia del romanzo, più che l’espressione artistica di uno “spaesamento trascendentale” occorso all’alba dei Tempi Moderni, come in Lukács, o della sovversione dei generi “alti” operata dal “carnevalesco”, come invece vuole Bachtin, possa essere letta piuttosto come un modo per salvaguardare la funzione essenziale del narratore in un mondo desacralizzato. Tale funzione, seguendo Hans Blumenberg, consiste nel preservare l’uomo dall’assolutismo della realtà: l’angosciante sentimento di essere soffocati, tanto da una realtà informe e incontrollabile, quanto da un mondo completamente meccanico e predefinito. Nella nostra visione, ciò non è molto distante da quanto afferma Canetti allorché definisce lo scrittore "custode della metamorfosi".
TAGLIAPIETRA, ANDREA
Custodire la metamorfosi. Narrazione e saggezza / Giordano Ghirelli - : . , 2022 May 13. ((34. ciclo, Anno Accademico 2020/2021.
Doctoral Thesis
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Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.11768/133082
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